Talmud su Tohorot 9:6
הַמַּנִּיחַ זֵיתָיו בַּגַּג לְגַרְגְּרָם, אֲפִלּוּ הֵן רוּם אַמָּה, אֵינָן מֻכְשָׁרִים. נְתָנָן בַּבַּיִת שֶׁיִּלְקוּ וְעָתִיד לְהַעֲלוֹתָם לַגַּג, נְתָנָן בַּגַּג שֶׁיִּלְקוּ אוֹ שֶׁיִּפְתְּחֵם, הֲרֵי אֵלּוּ מֻכְשָׁרִין. נְתָנָן בַּבַּיִת עַד שֶׁיְּשַׁמֵּר אֶת גַּגּוֹ אוֹ עַד שֶׁיּוֹלִיכֵם לְמָקוֹם אַחֵר, אֵינָן מֻכְשָׁרִין:
Chi lascia le proprie olive sul tetto affinché si secchino a pezzi [per mangiare], anche se sono [impilati fino a] un cubito di altezza, non vengono innescati [per impurità, anche se si inumidiscono]. Se uno li mette in casa per farli appassire e intende portarli sul tetto, o se uno li mette sul tetto per farli appassire o per dividerli, questi sono quindi innescati [per impurità, se diventano inumidito]. Se uno li mette in casa fino a quando non protegge il suo tetto [cioè migliora il suo tetto per creare un'area sufficientemente protetta in cui conservare le sue olive] o fino a quando non le sposta in un altro posto, non vengono innescate [per impurità].
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