Talmud su Gittin 4:9
הַמּוֹכֵר אֶת עַצְמוֹ וְאֶת בָּנָיו לְגוֹי, אֵין פּוֹדִין אוֹתוֹ, אֲבָל פּוֹדִין אֶת הַבָּנִים לְאַחַר מִיתַת אֲבִיהֶן. הַמּוֹכֵר שָׂדֵהוּ לְגוֹי וְחָזַר וּלְקָחָהּ מִמֶּנּוּ יִשְׂרָאֵל, הַלּוֹקֵחַ מֵבִיא מִמֶּנּוּ בִכּוּרִים, מִפְּנֵי תִקּוּן הָעוֹלָם:
Se uno ha venduto se stesso ei suoi figli (in servitù) a un non ebreo, non deve essere riscattato, [se non lo farà, come quando lo ha già fatto due o tre volte]; ma i bambini vengono riscattati dopo la morte del padre. Se uno ha venduto il suo campo a un gentile, compra e porta bikkurim (primi frutti) da esso (vedi Rashi), per "il bene generale". [Ogni anno deve comprare i suoi primi frutti dal gentile e portarli a Gerusalemme. ("per il bene generale" :) che non vorrebbe vendere terreni a Eretz Yisrael ai gentili e che, se lo vendesse, si impegnerebbe a riscattarlo.]