Riferimento su Gittin 4:4
עֶבֶד שֶׁנִּשְׁבָּה וּפְדָאוּהוּ, אִם לְשׁוּם עֶבֶד, יִשְׁתַּעְבֵּד. אִם לְשׁוּם בֶּן חוֹרִין, לֹא יִשְׁתַּעְבֵּד. רַבָּן שִׁמְעוֹן בֶּן גַּמְלִיאֵל אוֹמֵר, בֵּין כָּךְ וּבֵין כָּךְ יִשְׁתַּעְבֵּד. עֶבֶד שֶׁעֲשָׂאוֹ רַבּוֹ אַפּוֹתִיקִי לַאֲחֵרִים וְשִׁחְרְרוֹ, שׁוּרַת הַדִּין, אֵין הָעֶבֶד חַיָּב כְּלוּם. אֶלָּא מִפְּנֵי תִקּוּן הָעוֹלָם, כּוֹפִין אֶת רַבּוֹ וְעוֹשֶׂה אוֹתוֹ בֶן חוֹרִין, וְכוֹתֵב שְׁטָר עַל דָּמָיו. רַבָּן שִׁמְעוֹן בֶּן גַּמְלִיאֵל אוֹמֵר, אֵינוֹ כוֹתֵב אֶלָּא מְשַׁחְרֵר:
Se un servitore (cananeo) fosse preso prigioniero e redento [da altri israeliti dopo che il suo padrone aveva disperato del suo ritorno] —se (è stato redento) per la servitù, serve [il secondo maestro]; se per la libertà, non serve [né il primo né il secondo. Non il secondo, perché lo ha redento per la libertà. Non il primo, [affinché non lo riscattino]. R. Shimon b. Gamliel dice: In entrambi i casi, serve [il suo primo maestro, affinché ogni schiavo non si faccia prendere prigioniero dai briganti per sfuggire al suo padrone.] Se un maestro rendeva il suo schiavo un apotiki [po tehei kai ("Qui deve stare" ), cioè da questo (il servitore) dovresti riscuotere il tuo debito, e non da altrove)], e lui [il suo primo maestro] lo ha liberato, la giustizia impone che il servitore non debba nulla [al secondo, per la manomissione del suo primo maestro sciolto la sua servitù]; ma a causa del "bene generale" [affinché il secondo non lo trovi sul mercato e gli dica: "Tu sei il mio servitore", facendo discredire i suoi figli], il suo padrone [il secondo] è costretto a liberarlo e lui [ il servitore] gli scrive (il secondo) una fattura del debito per il suo valore [vale a dire, per il suo valore di mercato (come un servitore); non per l'ammontare del debito se il debito fosse superiore al suo valore.] R. Shimon b. Gamliel dice: Lui [il servo] non gli scrive [una fattura del debito, perché non gli deve nulla. Ma il suo primo maestro, che "danneggiò" ciò che doveva il secondo, doveva pagargli il suo valore. Per chi danneggia ciò che è dovuto a un altro è responsabile. (L'halachah è conforme a R. Shimon b. Gamliel)], ma lui (il secondo) lo libera.