Ketubbot 12

Capitolo 12

א הַנּוֹשֵׂא אֶת הָאִשָּׁה וּפָסְקָה עִמּוֹ כְּדֵי שֶׁיָּזוּן אֶת בִּתָּהּ חָמֵשׁ שָׁנִים, חַיָּב לְזוּנָהּ חָמֵשׁ שָׁנִים. נִשֵּׂאת לְאַחֵר וּפָסְקָה עִמּוֹ כְּדֵי שֶׁיָּזוּן אֶת בִּתָּהּ חָמֵשׁ שָׁנִים, חַיָּב לְזוּנָהּ חָמֵשׁ שָׁנִים. לֹא יֹאמַר הָרִאשׁוֹן לִכְשֶׁתָּבֹא אֶצְלִי אֲזוּנָהּ, אֶלָּא מוֹלִיךְ לָהּ מְזוֹנוֹתֶיהָ לִמְקוֹם אִמָּהּ. וְכֵן לֹא יֹאמְרוּ שְׁנֵיהֶם הֲרֵי אָנוּ זָנִין אוֹתָהּ כְּאֶחָד, אֶלָּא אֶחָד זָנָהּ וְאֶחָד נוֹתֵן לָהּ דְּמֵי מְזוֹנוֹת:
1 Se uno ha sposato una donna e lei ha stipulato con lui [con atto scritto e kinyan (atto di acquisizione) o ha detto ai testimoni: siete i miei testimoni che mi obbligo] a nutrire sua figlia [che ha da un altro] per cinque anni, lui deve darle da mangiare per cinque anni. Se (la prima ha divorziato entro i cinque anni e) ha sposato un altro, e ha stipulato con lui per nutrire sua figlia per cinque anni, deve darle da mangiare per cinque anni. Il primo non può dire al secondo: se fosse venuta da me, l'avrei nutrita [cioè, se fossi rimasta sposata con sua madre, l'avrei nutrita], ma lui doveva portare il suo cibo nel luogo in cui si trova sua madre . [Perché noi governiamo: una figlia (minorenne o cresciuta) può rimanere con sua madre fintanto che lei (la madre) lo desidera. E un figlio rimane con sua madre per sei anni e il padre è obbligato a dargli da mangiare mentre è con sua madre, se lo desidera.] Allo stesso modo, i due non dovrebbero dire: Dobbiamo darle da mangiare come uno; ma uno la nutre e l'altro le dà da mangiare.
ב נִשֵּׂאת, הַבַּעַל נוֹתֵן לָהּ מְזוֹנוֹת וְהֵן נוֹתְנִין לָהּ דְּמֵי מְזוֹנוֹת. מֵתוּ, בְּנוֹתֵיהֶן נִזּוֹנוֹת מִנְּכָסִים בְּנֵי חוֹרִין וְהִיא נִזּוֹנֶת מִנְּכָסִים מְשֻׁעְבָּדִים, מִפְּנֵי שֶׁהִיא כְבַעֲלַת חוֹב. הַפִּקְחִים הָיוּ כוֹתְבִים, עַל מְנָת שֶׁאָזוּן אֶת בִּתֵּךְ חָמֵשׁ שָׁנִים כָּל זְמַן שֶׁאַתְּ עִמִּי:
2 Se lei (la figlia) si è sposata, suo marito le dà da mangiare e loro (i mariti della madre) le danno da mangiare. Se loro (i mariti) sono morti, le loro (proprie) figlie sono alimentate dalla proprietà libera [e non dalla proprietà legata, poiché non prendiamo dalla proprietà legata il cibo per la moglie e le figlie, a causa del "bene generale"; perché i compratori non sanno quanto costerà dar loro da mangiare che potrebbero prendersi cura di lasciare loro un posto da cui raccogliere.], e lei (la figliastra) è alimentata da proprietà vincolata, poiché è come una creditrice, [facendo un atto di sostentamento contro quella proprietà.] I "furbi" scriveranno: "... a condizione che io alimenti tua figlia cinque anni, purché tu sia con me" [ma non se muoio, o tu muori, o ti divorzio.]
ג אַלְמָנָה שֶׁאָמְרָה אִי אֶפְשִׁי לָזוּז מִבֵּית בַּעְלִי, אֵין הַיּוֹרְשִׁין יְכוֹלִין לוֹמַר לָהּ לְכִי לְבֵית אָבִיךְ וְאָנוּ זָנִין אוֹתָךְ, אֶלָּא זָנִין אוֹתָהּ בְּבֵית בַּעְלָהּ וְנוֹתְנִין לָהּ מָדוֹר לְפִי כְבוֹדָהּ. אָמְרָה אִי אֶפְשִׁי לָזוּז מִבֵּית אַבָּא, יְכוֹלִים הַיּוֹרְשִׁים לוֹמַר לָהּ, אִם אַתְּ אֶצְלֵנוּ יֶשׁ לִיךְ מְזוֹנוֹת, וְאִם אֵין אַתְּ אֶצְלֵנוּ אֵין לִיךְ מְזוֹנוֹת. אִם הָיְתָה טוֹעֶנֶת מִפְּנֵי שֶׁהִיא יַלְדָּה וְהֵן יְלָדִים, זָנִין אוֹתָהּ וְהִיא בְּבֵית אָבִיהָ:
3 Se una vedova dicesse: "Non voglio trasferirmi dalla casa di mio marito", gli eredi non possono dirle: vai a casa di tuo padre e ti daremo da mangiare; ma devono darle da mangiare nella casa di suo marito e devono darle alloggi in armonia con la sua dignità. [Allo stesso modo, navi, uomini di schiavitù e donne di schiavitù, come era solito usare nella vita di suo marito. Ma se la casa è caduta, non sono tenuti a costruirne un'altra. Perché (nella kethubah) è scritto: "E tu dimorerai nella mia casa". E anche se desiderasse ricostruirlo con i suoi soldi, non sarebbe ascoltata.] Se dicesse: "Non voglio trasferirmi dalla casa di mio padre", gli eredi possono dirle: Se sei con noi, noi ti nutrirà, [la "benedizione" della casa è maggiore]; in caso contrario, non ti daremo da mangiare. Se ha basato la sua richiesta sul fatto di essere molto giovane e del loro essere molto giovane, la nutrono mentre è a casa di suo padre.
ד כָּל זְמַן שֶׁהִיא בְבֵית אָבִיהָ, גּוֹבָה כְתֻבָּתָהּ לְעוֹלָם. כָּל זְמַן שֶׁהִיא בְּבֵית בַּעְלָהּ, גּוֹבָה כְתֻבָּתָהּ עַד עֶשְׂרִים וְחָמֵשׁ שָׁנִים, שֶׁיֵּשׁ בְּעֶשְׂרִים וְחָמֵשׁ שָׁנִים שֶׁתַּעֲשֶׂה טוֹבָה כְנֶגֶד כְּתֻבָּתָהּ, דִּבְרֵי רַבִּי מֵאִיר שֶׁאָמַר מִשּׁוּם רַבָּן שִׁמְעוֹן בֶּן גַּמְלִיאֵל. וַחֲכָמִים אוֹמְרִים, כָּל זְמַן שֶׁהִיא בְּבֵית בַּעְלָהּ, גּוֹבָה כְתֻבָּתָהּ לְעוֹלָם. כָּל זְמַן שֶׁהִיא בְּבֵית אָבִיהָ, גּוֹבָה כְתֻבָּתָהּ עַד עֶשְׂרִים וְחָמֵשׁ שָׁנִים. מֵתָה, יוֹרְשֶׁיהָ מַזְכִּירִין כְּתֻבָּתָהּ עַד עֶשְׂרִים וְחָמֵשׁ שָׁנִים:
4 Finché è nella casa di suo padre [e gli eredi la nutrono lì], può sempre [cioè, quando vuole] reclamare la sua kethubah. Finché è nella casa di suo marito, può reclamare la sua kethubah per venticinque anni; poiché nei venticinque anni (abbastanza tempo) c'è da fare il bene contro (la quantità di) sua kethubah. Queste sono le parole di R. Meir nel nome di R. Shimon b. Gamliel. E i saggi dicono: Finché è nella casa di suo marito, può sempre reclamare la sua kethubah. Finché è nella casa di suo padre, può reclamare la sua kethubah per venticinque anni. [I venticinque anni non sono stati menzionati per farle perdere la sua kethubah a causa del bene che fa dalla proprietà degli orfani, ma (sono stati menzionati) in relazione alla "rinuncia" (la kethubah), cioè, dal momento che lei rimase in silenzio e non lo rivendicò per tutti questi anni, lo ha rinunciato. Pertanto, fintanto che è nella casa di suo marito, il suo silenzio non costituisce una "rinuncia", poiché dal momento che la onorano, si vergogna di reclamare la sua kethubah. Ma nella casa di suo padre, se rimase in silenzio per venticinque anni, ciò significa "rinuncia". Se morisse, i suoi eredi "menzionerebbero" la sua kethubah per venticinque anni. [Cioè, devono reclamare la sua kethubah entro venticinque anni. E questo è solo quando ha giurato di (non aver raccolto) la sua kethubah prima di morire. Ma se non avesse giurato alla sua kethubah, i suoi eredi non ne raccoglieranno nulla, perché "un uomo non lascia un giuramento ai suoi figli".]