Talmud su Zevahim 4:6
לְשֵׁם שִׁשָּׁה דְבָרִים הַזֶּבַח נִזְבָּח, לְשֵׁם זֶבַח, לְשֵׁם זוֹבֵחַ, לְשֵׁם הַשֵּׁם, לְשֵׁם אִשִּׁים, לְשֵׁם רֵיחַ, לְשֵׁם נִיחוֹחַ. וְהַחַטָּאת וְהָאָשָׁם, לְשֵׁם חֵטְא. אָמַר רַבִּי יוֹסֵי, אַף מִי שֶׁלֹּא הָיָה בְלִבּוֹ לְשֵׁם אַחַד מִכָּל אֵלּוּ, כָּשֵׁר, שֶׁהוּא תְנַאי בֵּית דִּין, שֶׁאֵין הַמַּחֲשָׁבָה הוֹלֶכֶת אֶלָּא אַחַר הָעוֹבֵד:
Ogni offerta è offerta per sei obiettivi: per il bene dell'offerta, per il bene di colui che porta l'offerta, per il bene di Dio, per il bene di [bruciare parti di essa nei] fuochi [dell'altare], per il gusto dell'odore [dell'offerta mentre brucia], per il gusto dell'aroma [per Dio]. E [per quanto riguarda] il Chattat e l' Asham , [anche questi sono portati] per il bene del peccato [per il quale espiano]. Rabbi Yose ha detto: Anche se un individuo non aveva in mente uno di questi [obiettivi] il sacrificio è ancora valido, perché è una clausola del tribunale che [solo] le intenzioni di colui che esegue il servizio sono importanti [piuttosto che quelle del proprietario].
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