Mishnah
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כֹּתֶל שֶׁבֵּין שְׁתֵּי חֲצֵרוֹת גָּבוֹהַּ עֲשָׂרָה וְרָחָב אַרְבָּעָה, מְעָרְבִין שְׁנַיִם וְאֵין מְעָרְבִין אֶחָד. הָיוּ בְרֹאשׁוֹ פֵרוֹת, אֵלּוּ עוֹלִין מִכָּאן וְאוֹכְלִין, וְאֵלּוּ עוֹלִין מִכָּאן וְאוֹכְלִין, וּבִלְבַד שֶׁלֹּא יוֹרִידוּ לְמַטָּה. נִפְרְצָה הַכֹּתֶל עַד עֶשֶׂר אַמּוֹת, מְעָרְבִין שְׁנַיִם, וְאִם רָצוּ מְעָרְבִין אֶחָד, מִפְּנֵי שֶׁהוּא כְפֶתַח. יוֹתֵר מִכָּאן, מְעָרְבִין אֶחָד וְאֵין מְעָרְבִין שְׁנָיִם:

Un muro tra due cortili alti dieci (tefachim) e quattro larghi —vengono prodotte due eruvine e non una. ["quattro" viene insegnato, non perché questo importo è necessario per "chiudere" (un cortile dall'altro), poiché una divisione di qualsiasi ampiezza costituisce "chiusura", ma (viene insegnato) in ragione di ciò che segue, vale a dire .:] Se c'erano dei frutti sopra, questi salivano da qui (cioè, dal loro cortile) e mangiavano, e quelli salivano da lì e mangiavano, purché non lo portassero giù [alla casa- abitanti; ma al cortile è permesso. Per esso (una partizione larga a quattro mani) è considerato un dominio in sé. È a questo proposito che sono richiesti quattro soffietti, meno di quello che costituisce un makum p'tur ("un luogo di esenzione) ed entrambi gli è permesso abbatterlo.] Se il muro è stato sfondato, fino a dieci cubiti, fanno due eruvin; e se lo desiderano, ne fanno uno, perché è come un'apertura (se lo è) più di quello, fanno uno eruv e non due. [(Perché se lo è di più) è una breccia, e è tutto considerato un cortile. E se ciascuno ha fatto un eruv per sé, è come se loro (gli uomini di un cortile) stessero dividendo il loro eruvin e si proibissero a vicenda.]

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